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Raccontare Guernica

Guernica non è solo un'opera di Pablo Picasso, forse il lavoro più famoso dell'artista. Realizzata nel 1937 su richiesta del Governo Repubblicano spagnolo, l'opera denuncia il massacro della popolazione civile nel piccolo paese di Guernica (Gernika in basco) bombardato dalla Luftwaffe nel corso della guerra civile spagnola. Guernica è il manifesto dell'arte che diventa politica portando l'artista nel terreno dell'etica; Guernica è un viaggio nell'inconscio, una sintesi concettuale in bianco e nero, un appassionante racconto storico, una escursione nell'immaginario dal mito del Minotauro a Goya e molto altro ancora.

Guernica è un messaggio universale, supera il tempo storico per esporre l'orrore della guerra che attraversa il Novecento, dal massacro di Verdun a quello di Srebrenica. Guernica racconta la Spagna nelle sue figure mitologiche del toro e del cavallo; richiama la storia di quel popolo alludendo alla ribellione contro l'oppressore francese; Guernica rappresenta la maternità protettrice, la crudeltà della morte assassina e cieca, la rivolta contro la tecnica, la condanna totale e definitiva del crimine insensato dell'uomo sull'uomo.

Per comprendere la complessità filosofica e storica di Guernica proponiamo due testi scelti nella sterminata bibliografia sull'opera più significativa del cubismo 'etico' di Picasso.

Il primo è di uno storico dell'arte britannico, Simon Schama, che racconta in dettaglio gli eventi, l'occasione e lo svolgersi di un'opera realizzata a caldo, nell'immediatezza dei fatti, che esprime tutta la rabbia, la ribellione, lo sdegno per un evento militare che non ha nulla di strategico se non il seminare terrore, colpendo gli indifesi. Il merito di Schama è anche quello di non trascurare la complessità filosofica dell'esprimere attraverso immagini, che esonda dall'ambito strettamente estetico/artistico per porsi come 'discorso' sull'uomo e la storia.

Il saggio è un affascinante viaggio nel contesto in cui matura l'opera, in quella guerra fratricida tra le due Spagne, quella degli asini, dei frati e dei latifondi contro quella della modernità e del progresso, che aiuta a comprendere, tra l'altro, le rivendicazioni autonomiste dell'attuale Catalogna e il forte antagonismo, politico e antropologico e forse molto poco sportivo, che animava le sfide tra Messi e Ronaldo.

Il secondo testo è tratto dall'opera di un filosofo che aveva un'autentica devozione per Guernica tanto da realizzarne una sua riproduzione, in dimensione ridotte, che teneva nello studio, sopra il divano delle letture riposanti. Dino Formaggio ritorna più volte, nella sua produzione, sull'opera prediletta che diventa per lui stimolo teoretico per comprendere l'origine del segno, i suoi agganci al mondo dei simboli, la sua capacità di significare. Ciò è stato possibile grazie anche alla ricca documentazione fotografica che abbiamo sull'opera picassiana realizzata dalla fotografa Dora Maar, che ci ha lasciato una straordinaria documentazione sulle diverse fasi del lavoro dell'artista, che viene raccontato nel suo farsi e disfarsi dialettico.

Sergio Giorato


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